Abbiamo notato che appena si comincia a parlare di aggregazione e socializzazione tra i giovani di questa comunità, la voglia di partecipare e comunicare con l'amministrazione è forte e pressante. Per questa ragione ho deciso di cogliere l'occasione per chiarire la posizione del comune. Questo mio intervento vale anche come risposta ai commenti, graditi e utili, dei ragazzi in questo blog.
Per noi le esigenze dei giovani sono di primaria importanza, con loro vogliamo portare avanti un discorso di collaborazione e dialogo. Siamo convinti della bontà e della utilità della proposta da voi avanzata, di avere una sede in cui i giovani possano incontrarsi e stare insieme.
In questa prospettiva stiamo pianificando dei progetti di ristrutturizzazione e adeguamento di alcuni immobili adatti allo scopo di cui sopra.
I tempi necessari per la realizzazione sono di circa 3/5 mesi, nel frattempo siamo pronti a raccogliere tutti i suggerimenti da voi portati.
E' mio impegno tenervi aggiornati e rispondere ai vostri dubbi, su questo blog o in qualsiasi altra sede riteniate opportuno.
Assessore alle politiche giovanili.
Giuseppe Di Pinto.
Tutti vogliono il centro sociale
Possiamo capire che tra le priorità amministrative, i progetti previsti per i giovani sono in fondo alla lista. Ma quando dobbiamo aspettare ancora per avere un centro sociale?! L’assessore Di Pinto ci aveva promesso che la stanza di un immobile in via del mercato, appartenete al comune, sarebbe stata adibita ad un “laboratorio sociale”. Erano i primi giorni di settembre. Quanto dobbiamo aspettare ancora?! Signor assessore, signor Sindaco, noi pretendiamo uno spazio libero. La strada ed i bar di Montenero non ci bastano più, non sono luoghi adatti a noi. Inoltre, nel nostro paese, i giovani preferiscono il centro sociale alla discoteca, al teatro, alla ludoteca e al cinema!(sondaggio su www.bisaccia.org)
Svegliatevi!

Da poco meno di un anno, ormai, i ragazzi di Montenero stanno reclamando con forza uno spazio libero dove incontrarsi e divertirsi. Un primo appello è stato fatto circa un anno fa, ovviamente accolto dal sindaco, con il quale si è aperta una discussione. Ora con la nuova amministrazione comunale questo problema è stato affrontato dall’assessore alle politiche giovanili, Giuseppe Di Pinto, il quale, durante i due incontri svolti con i giovani, ha riferito che gli organi competenti stanno provvedendo e al più presto ci sarà questo “luogo di ritrovo”. Era stato proposto di far attuare dei lavori di riabilitazione alla così chiamata “Scuola della pace”, ma la risposta è stata (come ci si aspettava) negativa dato che gia avevano deciso di far ristrutturare la parte superiore dell’edificio in Via del mercato. Ma la cosa che preoccupa è che di questi lavori ancora si è vista nemmeno l’ombra (e ormai sono passati mesi) e i ragazzi sono ancora in strada senza un luogo, uno spazio di ritrovo. Inizialmente la proposta era stata appunto di far ristrutturare la “Scuola della pace” per creare uno spazio libero vero e proprio quale è un centro sociale (naturalmente AUTO-GESTITO), ma, come da copione, la risposta è stata sempre la stessa anzi, peggio, dicendo che con la costruzione di un centro sociale il paese verrebbe ancora visto come “Toxicity”…e ormai quelle promesse non sono altro che infiniti fiumi di parole.
PunkA
Il laboratorio sociale ci sarà.
Il laboratorio sociale ci sarà. E’ solo questione di tempo. Tutti sappiamo che tra le priorità amministrative, i progetti previsti per i giovani sono in fondo alla lista e, se c’è da fare un taglio alle spese comunali, l’assessorato alla cultura è sempre quello giusto. Dopo un anno, dopo aver accolto le proposte dei giovani, il Comune ha acquistato la stanza di un immobile in Via del Mercato. Si era pensato e proposto di far ristrutturare la vecchia scuola elementare (“scuola della Pace”, per intenderci) ma l’edificio è piccolo e fatiscente. Per creare un laboratorio sociale come si deve, serve tempo, sacrificio e denaro. Nel frattempo i giovani possono comunque svolgere attività di svago con l’Associazione Bisaccia, con attività già avviate come il teatro dialettale, la banda del paese…
Il “Laboratorio” è da non confondere con un qualsiasi centro sociale autogestito, che rappresenta il luogo frequentato da una classe chiusa e ristretta di ragazzi, in genere di sinistra, non particolarmente interessata alle attività da svolgere nel sociale. Non bisogna trasformare uno spazio libero in un bar o qualcosa del genere! Il laboratorio è un luogo aperto a tutti, dove i giovani devono sentirsi protagonisti e non vittime della società!
Lorenzo