postato da PravdaRedazione alle ore 14:25
venerdì, 07 luglio 2006

Informazione, noi dobbiamo fare qualcosa.

 

Un politico dovrebbe essere pazzo per criticare una tv  che piace alla gente. Pazzo. Il problema è che a molte persone piace questa televisione demenziale. Il danno è alla radice, il guasto sono i “poveri” telespettatori che non si lamentano, non reclamano, non protestano… Perché gli piace essere presi per il culo, questa è la verità.

Perché un politico dovrebbe toglierli questa soddisfazione?

 

Se pensi di non trovarti fra la massa di telespettatori caproni che seguono i reality,  i programmi di Maria De Filippi e guardano “telegiornali” come Studio Aperto o tg4 , firma per un’altra tv.

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categoria : iniziative, tv spazzatura, censura

postato da Lenin91 alle ore 16:45
venerdì, 21 aprile 2006

      Giuseppe Pinelli, simbolo dell'opposizione al potere

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12 Dicembre1969: quella strage di piazza Fontana, dietro la maschera democratica, cela il volto terrorista e stragista dello stato borghese. La bomba di Milano è il primo anello di una catena di stragi accompagnate da montature poliziesche e da provocazioni contro la sinistra rivoluzionaria . Una vittima fu Giuseppe Pinelli un quarantenne milanese.Nato a Milano nel 1928 è stato un ferroviere ed un anarchico animatore del circolo anarchico ponte del Ghisolfa. La notte successiva alla strage di piazza Fontana, la polizia ferma ottantaquattro anarchici tra cui anche Pinelli. Tre giorni dopo, Pinelli si trova nel palazzo della questura, sottoposto ad interrogatorio da parte del commissario Luigi Calabresi. La versione ufficiale dei fatti dice che Pinelli si lancia dalla finestra del quarto piano e muore, con questo avrebbe dimostrato la sua colpevolezza. La sua morte viene archiviata come suicidio. Il fermo Pinelli era illegale perché egli era stato trattenuto troppo a lungo in questura. Il 15 dicembre avrebbe dovuto essere o libero o in galera perché il fermo della polizia può durare al massimo 2 giorni. L’accusa di suicidio faceva acqua da tutte le parti per questo in molti pensarono che Pinelli fu gettato dalla finestra. Una delle ragioni per credere nell’omicidio è che Pinelli non avrebbe mai pensato al suicidio neppure se condannato all’ergastolo. La versione ufficiale dei fatti è piena di contraddizioni, come primo punto perché l’ambulanza venne chiamata prima che Pinelli fosse gettato dalla finestra. Secondo punto perché Pinelli cadendo dalla finestra non ha urlato.Terzo punto sarebbe stato difficile buttarsi dalla finestra secondo la disposizione dei mobili e in presenza di poliziotti. In stanza con Pinelli c’era il commissario Guida uomo di fiducia di Mussolini è stato il direttore del confino di Ventotene. Nel 1975 la salma di Pinelli viene analizzata e si scopre che nel corpo ci sono lesioni simili a quelle che può provocare un colpo di karate. Il caso Pinelli viene chiuso e viene attribuito alla sua morte come malore attivo, per lo stress degli interrogatori le troppe sigarette a stomaco vuoto e il freddo che proveniva dalla finestra avrebbe causato un malore. Un’altra delle ipotesi fu un interrogatorio forzato fuori tempi legali a qualcuno saltarono i nervi giungendo a picchiare Pinelli pensando di averlo ucciso buttandolo dalla finestra inscenando un finto suicidio, a favore di questa ipotesi c’è l’ambulanza chiamata prima e le lesioni trovate sul corpo. Secondo Pietro Valpreda, compagno anarchico Pinelli, avrebbe sentito qualcosa che non avrebbe dovuto sentire. La figura di Pinelli è stata presa come simbolo delll’opposizione al potere.

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categoria : antifascismo, censura

postato da PravdaRedazione alle ore 12:15
venerdì, 14 aprile 2006

La storia nascosta delle torture della CIA
La strada che ha portato ad Abu Ghraib

(parte prima)

Alfred W. McCoy

Dai ferri roventi e gli uncini laceranti dell'antica Roma agli schiaccia pollici e alle ruote di tortura medievali, per oltre 2000 anni chiunque fosse interrogato in un tribunale poteva aspettarsi di subire indicibili torture. Negli ultimi 200 anni, intellettuali umanisti che vanno da Voltaire a membri di Amnesty International hanno portato avanti una ferma campagna contro gli orrori di questa crudeltà sponsorizzata dallo stato, campagna culminata nella Convenzione delle Nazioni Unite del 1985 Contro la Tortura , ratificata dall'amministrazione Clinton nel 1994.

Poi è venuto l'11 settembre. Quando le torri gemelle sono crollate uccidendo migliaia di persone, alcuni influenti "cervelloni cinici" hanno prontamente ripudiato quegli ideali illuministici e hanno avviato una discussione pubblica sul fatto se se la tortura potesse essere un'arma appropriata, se non addirittura necessaria, nella guerra al terrore di George Bush. Tra di loro, il più persuasivo, l'accademico di Harvard Alan M. Dershowitz, ha sostenuto il diritto dei tribunali di fornire delle "autorizzazioni alla tortura", assicurando che le informazioni necessarie potrebbero essere ottenute mediante aghi d'acciaio da determinati soggetti arabi poco disponibili a fornirle altrimenti.Nonostante il ricorso alla tortura come ad un "male minore", un espediente necessario in tempi pericolosi, coloro che ne sono a favore ignorano la sua recente, problematica storia in America. Sembrano anche essere ignari di una perversa patologia ache consente alla pratica della tortura, una volta iniziata, di diffondersi incontrollabilmente in situazioni di crisi, distruggendo la legittimità delle nazioni che la perpretano. Come i torturatori del passato potrebbero dire ai cervelloni di oggi, la tortura affonda nei recessi della coscienza umana, dando libero sfogo ad un'insondabile capacità di essere crudeli, oltre ad una seducente illusione di potere. Persino mentre cervelloni e professori fantasticavano di "tortura limitata, chirurgica", l'amministrazione Bush, seguendo gli ordini del Presidente di "dare qualche calcio in culo", sperimentava, dimostrandole false, queste teorie, approvando segretamente interrogatori brutali; i quali, dapprima utilizzati contro pochi "bersagli di alto valore strategico", sospetti membri di Al Qaida, si sono rapidamente diffusi ad una gran quantità di afgani comuni e poi a centinaia di iracheni innocenti.Come abbiamo appreso dalla Battaglia di Algeri francese degli anni '50, dalla guerra sporca argentina degli anni '70, dal conflitto britannico dell'Irlanda del Nord negli anni '70, una nazione che appoggia la tortura in contrasto con i suoi principi democratici paga un prezzo terribile. I suoi funzionari devono tessere una rete di bugie tanto complessa da finire con l'indebolire quei vincoli di fiducia che sono il sine qua non di ogni società moderna. In modo ancor più sorprendente, i nostri stessi "cervelloni cinici" sembravano, in quei primi giorni di stordimento di guerra al terrore, inconsapevoli della storia di cinquant'anni di tortura dell'Agenzia Centrale di Intelligence (CIA), e neppure sembravano consapevoli del fatto che le loro entusiastiche proposte fornissero una copertura a quelli che, nell'amministrazione Bush, erano intenti a riattivare un apparato di crudeltà.

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categoria : censura, americanate

postato da PravdaRedazione alle ore 12:52
domenica, 26 marzo 2006

Non vedo, non parlo, non sento...
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La scorsa settimana Splinder ha censurato il blog "Irpinia libera". Oggi è stato censurato il blog "Barcollando". Forse (scrivo forse perchè al proprietario non è arrivata neanche una mail con delle spiegazioni) perchè è stata offesa la memoria di F.Quattrocchi e si sono poste alcune riflessioni sul fatto di dedicargli o meno una strada. Denunciamo questa vicenda sui nostri blog, in modo tale che tutti sappiano ciò che è accaduto.
 (ho appreso la notizia da www.rivoluzionarisospiri.splinder.com)
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blog
 
barcollando
 
A proposito di Quattrocchi...
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Fabrizio Quattrocchi, l'italiano ucciso il 14 aprile dello scorso anno a Baghdad, era un agente contractor impegnato a tempo pieno nella "lotta contro il terrorismo" insieme ad altre persone che sarebbero poi entrate nel Dssa, la "polizia parallela" su cui a maggio del 2005 la magistratura ha aperto un'inchiesta arrestandone il capo, Gaetano Saya, ma su cui è sceso un velo di silenzio dopo che il sig. Saya, interrogato dai magistrati ha invocato "il segreto NATO". Non ci vengano a dire che Quattrocchi era un eroe nè che merita una strada. Era uno degli "uomini neri" che hanno scritto le pagine più scure della storia recente del nostro paese.

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4occhi

Mai più censura!

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categoria : iniziative, censura