postato da LorenzoPravda alle ore 19:08
venerdì, 11 aprile 2008

Quella che segue e’ una notizia scivolata pressoche’ silenziosamente. In questo post rinnovo l’invito a boicottare i prodotti della nike, e ad attuare un consumo critico, acquistando prodotti dell’ altromercato.

http://www.altromercato.it

http://www.liberomondo.org/

 

Operai vietnamiti in piazza contro la nike.

 

Da www.buonenotizie.it

 

Vietnam, aprile 2008. Ventimila operai sono scesi in piazza contro la multinazionale Nike, già tristemente famosa per gli scandali del lavoro minorile nelle fabbriche a cui subappalta le proprie produzioni. In un paese assediato dallo sfruttamento di manodopera delle multinazionali occidentali, questo, che è il piu' grande sciopero nella sua storia, rappresenta un punto di svolta importante per un miglioramento deciso delle condizioni di lavoro dei vietnamiti, sia da un punto di vista economico, sia antinfortunistico, che etico. E’ particolarmente significativa, inoltre, la grande partecipazione femminile allo sciopero, ulteriore segno di un avanzamento culturale e sociale del paese. I lavoratori, che appartengono tutti allo stesso stabilimento, chiedono a gran voce l’aumento del proprio salario, visto che un paio delle scarpe che loro producono, viene venduto in occidente ad un prezzo più alto del loro stipendio mensile.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stato il folle aumento dell’inflazione ed in particolare il prezzo del riso, aumentato del 25%. Eppure il Vietnam sta crescendo, visto che negli ultimi anni ha aumentato il proprio PIL dell’8%.
[…]
Una delle soluzioni possibili a questa piaga dei nostri tempi, potrebbe essere quella di obbligare le multinazionali ad un maggior controllo certificato delle fabbriche a cui subappaltano i lavori (i proprietari della fabbrica vietnamita sono infatti taiwanesi), in modo da debellare il lavoro minorile e garantire salari più dignitosi a lavoratori ad oggi fin troppo sfruttati.

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categoria : politica, americanate

postato da faith86 alle ore 10:16
sabato, 16 giugno 2007


Testimonianza choc in aula del vice questore aggiunto Fournier
G8 a Genova, «la polizia ha infierito»
«Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave: la scuola Diaz come una macelleria»

GENOVA - Sugli incidenti accaduti a Genova in occasione del G8 è arrivata un'ammissione importante: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È questa la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. In aula, Fournier ha fornito infatti una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, ma veri e propri pestaggi ancora in atto.
«I POLIZIOTTI HANNO INFIERITO» - «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto Fournier - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano».
«HO DETTO DI CHIAMARE LE AMBULANZE» - Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze». Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo».
«HA SBAGLIATO A TACERE» - «Il dottor Michelangelo Forrnier - scrive in un comunicato il Comitato Verità e Giustizia per Genova - ha sbagliato a tacere per sei anni su quello che ha visto dentro la scuola Diaz. Proprio lo "spirito di appartenenza" avrebbe dovuto spingerlo a raccontare tutto e subito. Solo così avrebbe servito nel migliore dei modi, con lealtà e responsabilità, lo stato di cui è funzionario. Ad ogni modo, sia pure in ritardo, ha raccontato ciò che ha visto, confermando le testimonianze di decine di persone. Il dottor Fournier ha parlato di "macelleria messicana". L'attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di "notte cilena". Si ricorre all'esotismo, ma siamo di fronte a una "perquisizione all'italiana" che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d'inchiesta?
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA - «La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l'ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell'Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato». Lo afferma il vice presidente della Camera e parlamentare della Sd, Carlo Leoni, commentando la deposizione di oggi presso il tribunale penale di Genova.

14 giugno 2007
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categoria : manifestazioni, americanate

postato da faith86 alle ore 19:46
venerdì, 16 febbraio 2007

Tutti a Vicenza!
La guerra in casa!!!!!!

Il 17 Febbraio saremo a Vicenza per dire no all'ampliamento della base Dal Molin. Raccogliamo in questo le sollecitazioni delle comunità locali che in questi mesi hanno saputo riappropriarsi delle strade e delle piazze per denunciare e contrastare l'impatto devastante che questo progetto avrebbe sul territorio vicentino. In questo riconosciamo la saldatura con le lotte vittoriose della Val di Susa e di Scanzano Ionico. La retorica dell'impegno umanitario e la partecipazione alle dinamiche imperialiste di occupazione militare e spartizione economica ritornano oggi, ed in maniera quanto mai vistosa e nel loro volto più becero, ai nostri territori. Una "Enduring Freedom" che lascia spazio soltanto ad una "Permanente Guerra" e che non puo' più essere percepita come distante, ma che passa anzi dalla militarizzazione della città di Vicenza, destinata ad essere satellite di un enorme agglomerato militare, capace di dettare a tutti gli abitanti i propri estranei tempi, i propri spazi, le proprie "belliche necessità". Di fronte ad un Governo Prodi suddito, ed incurante dell'opinione e della resistenza della comunità locale all'invasione militare che si tenta di mettere in atto col progetto di ampliamento della base Dal Molin, la priorità va all'affermazione che tutte le missioni militari italiane all'estero, con o senza ONU, debbano cessare. Non di certo un problema esclusivamente urbanistico, come il Governo ha tentato malamente più volte di indicare, ma un problema di reale asservimento ad esigenze in palese contraddizione con quelle delle popolazioni locali. L'obiettivo è e rimane quello del fermare questo progetto, impedendo che il Governo possa giocare sul piano di un baratto che vede come posta in gioco rifinanziamenti alle missioni in Iraq, Afghanistan e Libano così come la risoluzione di controversie giuridiche internazionali. E così alla costruzione di fantomatici nemici interni ed esterni, cui riservare politiche di sacrifici, da un lato, e di sterminio, dall'altro, si affianca una concreta irreggimentazione dei fronti. Su quello interno alla continua spremitura del tessuto sociale votata allo sfruttamento, alla precarizzazione delle esistenze (fatte di Legge 30, di precarietà lavorativa, di stillicidi Finanziari), alla criminalizzazione dei movimenti sociali produttori di conflitto e rivendicazioni si accostano la militarizzazione dei territori e l'internamento come modello di gestione della mobilità dei soggetti (come nel caso del cpt). Su quello esterno il rifinanziamento delle missioni militari registra la sconfitta dei modelli di mobilitazione pacifista che hanno invaso le città durante il governo Berlusconi, mostrandone la facilità di strumentalizzazione ad opera delle attuali forze di Governo, e assimila chi legittimamente resiste all'occupazione militare dei propri territori come in Iraq al concetto di terrorismo. Rigettando questa assimilazione, la possibilità di opporci concretamente a questo nuovo progetto bellico passa sia dalla capacità di riprendere un'iniziativa autonoma contro la guerra nelle piazze, sia dal rinnovare il conflitto sociale contro la precarizzazione delle esistenze e contro l'internamento etnico, sia dall'espressione della nostra solidarietà a tutte le resistenze globali all'imperialismo.

  
[dalla newsletter di BAZ! ]

post inoltrato da: faith86

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categoria : manifestazioni, iniziative, no alla guerra, americanate

postato da PravdaRedazione alle ore 20:05
domenica, 08 ottobre 2006

Reality show? Meno male che nel telecomando esiste il tasto rosso!

 

I reality show sono noiosi, monotonamente identici l'uno dall'altro, poco istruttivi, anzi, diseducativi. Le parole volgari e le liti si ripetono sistematicamente, con ordinaria scempiaggine, e  di certo non arricchiscono il vocabolario dei ragazzi che, purtroppo, troppo spesso prendono i beniamini della tv come modelli da imitare. I reality show hanno sostituito i personaggi televisivi (che una volta studiavano recitazione, dizione, che sapevano concludere un periodo senza nessun strafalcione grammaticale), con l’italiano medio, con il VIP con una carriera tramontata che cerca pietosamente di riemergere nel mondo dello spettacolo, con le signorine tutte curve e cervello piatto, con i calciatori che rischiano di essere bocciati anche ad un esame del CEPU. Ecco chi sono i personaggi dei reality! Il bello e’ che paghiamo anche il canone RAI per vedere queste porcate!

Con i budgets da capogiro che si vincono in questi programmi spazzatura, si potrebbe acquistare la messa in onda delle migliori pellicole che esistono in circolazione e dei documentari come quelli trasmessi dalla BBC.

Oltre ai frammenti proposti da Blob, evitate di guardare i reality, cambiate canale e, se trovate un altro reality, ricambiate. Se non c’è proprio niente, com’e’ probabile che sia, spegnete una volta per tutte quella maledetta scatola.

lorenzo#pravda

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categoria : tv spazzatura, americanate