postato da LorenzoPravda alle ore 20:21
lunedì, 17 marzo 2008

Montenero, quando formare i cittadini alla raccolta 'porta a porta'?

Signor sindaco, amministratori tutti…


come tutti ben sappiamo, sul bando di gara per il servizio di raccolta rifiuti non e’ prevista la raccolta dell’umido. La vostra e’ una scelta criticabile, forse poco coraggiosa. Ma comprensibile. Dopotutto, io stesso presumo che la raccolta domiciliare, cosi’ all’improvviso, avrebbe in un certo senso scompaginato le abitudini dei monteneresi.
Comunque sia, fra quattro anni scadra’ il contratto con la ditta che si occupera’ dello smaltimento. E a voi restano ancora due anni di mandato. Non pensate sia il caso di organizzare diversi incontri di sensibilizzazione, preparazione e formazione al ‘porta a porta’ diretti alla cittadinanza?


Se si,

-cosa
-come
-quando
si vuole fare.

 

Grazie in anticipo,


Lorenzo Di Stefano

(e-mail inviata all'amministrazione comunale)

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postato da LorenzoPravda alle ore 19:49
giovedì, 12 luglio 2007

Costa Verde, Legambiente consegna la "Bandiera nera"

Termoli, 12 luglio 2007

 

La Goletta Verde di Legambiente approda al porto di Termoli

  

Arriva a Termoli la Goletta Verde di Legambiente, la campagna che si occupa della qualità delle acque di balneazione, ma anche della tutela di litorali e paesaggi costieri. Nei suoi 22 anni di attivismo ambientale, la storica imbarcazione ha premiato le buone pratiche di sviluppo turistico ed economico in sintonia con la tutela ambientale, ma al tempo stesso non ha mai risparmiato ammonimenti e critiche a quanti hanno contribuito in negativo a cambiare il volto delle nostre coste. Per questo, durante la navigazione di fronte alla costa molisana, Legambiente ha consegnato simbolicamente la sua bandiera nera ai “nuovi pirati”, nemici di mare e coste. Il “premio” in negativo tocca al comune di Montenero di Bisaccia, per aver autorizzato la costruzione del nuovo porto turistico – per il quale sono previsti 400 posti barca - a ridosso della foce del Trigno, sito di importanza comunitaria (Sic). A rendere ancora più assurda questo progetto, è la distanza di soli 200 metri del nuovo porto in costruzione da quello di San Salvo, anch’esso in fase di completamento. Due strutture di grande portata, in un unico fazzoletto di costa. Una volta ultimati i lavori sulle due zone, la ricettività turistica portuale sfiorerà nel tratto di costa interessato i quarantaquattro posti barca per ogni chilometro. Una densità eccessiva, se si pensa che già oggi in  Molise, lungo i settanta chilometri che collegano Pescara e il Trigno, si trovano ben quattro approdi maggiori, per un totale di 2.431 posti barca e circa trentacinque posti barca per ogni chilometro. Dato impressionante rispetto alla media italiana, che è di 14,5. Un ulteriore peggioramento della già instabile situazione delle spiagge molisane, che - da quanto è emerso da uno studio effettuato dal Cnr nel corso del 2006 - sono soggette a erosione per il 91% del loro totale. Dallo stesso studio emerge, inoltre, un secondo dato, che imputa l’erosione delle spiagge proprio alla costruzione dei porti, che bloccano il regolare flusso sedimentario lungo la riva. Tesi accolta e condivisa anche dalla Commissione Europea, che ha confermato l’impatto erosivo delle infrastrutture portuali sulle coste. “Quello che più ci colpisce – dichiara G. Zampetti, portavoce di Goletta Verde - è che nello stesso periodo in cui proprio la tutela del paesaggio costiero era stato lo slogan della protesta contro l’impianto eolico offshore a 10 km dalla costa, il Comune autorizzava il progetto del porto turistico. Segnaliamo al Comune inoltre che è stata modificata la parte del progetto che prevedeva l’allacciamento dei cavi dell’impianto eolico sulla zona dunale e quindi non c’è più alcun motivo per andare contro questo progetto. Ci auguriamo - conclude G. Zampetti - che l’Amministrazione comunale  inverta la rotta e abbandoni l’idea del porto turistico, solo allora sì potrà parlare seriamente di tutela costiera”. Partendo da queste constatazioni, Legambiente ha scelto di consegnare oggi questa bandiera nera, simbolo negativo che l’associazione ambientalista dà a tutte quelle amministrazioni, ai politici locali, agli imprenditori e alle società private che si contraddistinguono per gli attacchi a danno all’ambiente marino e costiero.  

L’Ufficio Stampa di Goletta Verde
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postato da PravdaRedazione alle ore 18:54
domenica, 06 maggio 2007

Erosione costiera: nessuno tocchi la nostra costa.

 

Avete mai provato a digitare su Google "Progetto littorisk"?

Comunque sia, troverete questo documento, in formato PDF:

 

noe.cartodata.free.fr/IMG/pdf/05.Cardinali.pdf

 

Proprio nel suddetto fascicolo –abbastanza intuitivo- e' contenuto uno studio interessante sull'erosione costiera. E non solo. Infatti il tema trattato si riferisce –in generale- all’ “Evoluzione del territorio litorale molisano”.

 

Qui viene proposta un’immagine tratta dal presente documento:

 

 

 

Le linee colorate, affiancate dalle targhette con il relativo anno, fanno risaltare agli occhi l’evoluzione del fattore erosivo nel tempo.

(Da notare la previsione del livello erosivo nel 2015!)

E’ doveroso ricordare che il 91% delle coste molisane (la nostra regione detiene il primato nazionale!) sono soggette ad erosione.

Ed e’ altrettanto doveroso fare alcune osservazioni.

La regione Molise -prima o poi- dovra’ fronteggiare il fenomeno, come gia’ sta facendo adesso l’Abruzzo.

E allora, perche’ si vogliono costruire tutti questi maledetti porti turistici, che sono la causa principale dell’erosione costiera?

Ma non bisogna fermarsi qui.

La regione Molise -prima o poi- dovra’ fronteggiare il fenomeno.

E sapete cosa e’ necessario? Soldi. Soldi, pubblici. Soldi, nostri.

 

Voglio proporvi un frammento del libro di A. Baricco, “Seta”. Per poi riinterpretarlo in chiave allegorica.

 

“Baldabiou era l'uomo che vent'anni prima era entrato in paese, aveva puntato diritto all'ufficio del sindaco, era entrato senza farsi annunciare, gli aveva appoggiato sulla scrivania una sciarpa di seta color tramonto, e gli aveva chiesto:

- Sapete cos'è questa?

- Roba da donna.

- Sbagliato. Roba da uomini: denaro.

Il sindaco lo fece sbattere fuori. Lui costruì una filanda, giù al fiume, un capannone per l'allevamento di bachi, a ridosso del bosco. Assunse una trentina di lavoranti, fece arrivare dall'Italia una misteriosa macchina di legno, e non disse più nulla per sette mesi. Poi tornò dal sindaco, appoggiandogli sulla scrivania, ben ordinati, trentamila franchi in banconote di grosso taglio.

- Sapete cosa sono questi?

- Soldi.

- Sbagliato. Sono la prova che voi siete un coglione.”

 

Ecco. Una volta che infileranno le mani nei nostri portafogli per combattere l'erosione, e una volta che il nostro porto turistico finira' come quello di Campomarino -equivale a dire come il parco di Viale Europa o lo scheletro della scuola in zona Bivio- noi rifondarolimonteneresi (almeno in parte) insieme agli altri simpatizzanti potremo dire alla cittadinanza: "L'avevamo detto".

 

E, agli amministratori, come direbbe Baldabiou: “questo porto turistico e' la prova che voi siete dei coglioni”.

 

Speriamo che le cose andranno diversamente, che questo porto inutile e dannoso per l’ambiente, non si costruisca proprio.

Lorenzo Di Stefano

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postato da PravdaRedazione alle ore 15:54
mercoledì, 04 aprile 2007

NO al porto turistico di Montenero

Ivan Nardone, commissario di Rifondazione Comunista della federazione di Campobasso, ha sottoscritto il nostro appello!

Scarica il volantino in formato PDF (occorrono un paio di secondi): (click)

 

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