postato da LorenzoPravda alle ore 20:42
giovedì, 08 maggio 2008

“Se muoio io, non piangere per me. Fai quello che facevo io e continuero' a vivere in te”. Cosi' diceva un comandante sotto il cielo dell’Avana. Di cognome faceva Guevara. Cosi' diceva, e così faremo con te, caro compagno, che di cognome facevi Impastato. La mafia, quella “montagna di merda”, trent’anni ha voluto la tua testa. Ti ha ammazzato come un cane.
Ma tu, Peppino, non sei mai morto veramente. Ci hai insegnato molte cose. Innanzitutto, che noi comunisti non siamo solo contenitori da riempire di teorie rivoluzionarie. Siamo, dopotutto, fiaccole da accendere. E tu hai infiammato tantissimi dei nostri cuori.
Oggi, 9 maggio 2008, nessuna lacrima vedrai scendere dai nostri occhi. Questa data ci contagerà del tuo coraggio, dei tuoi sogni, della tua rabbia, del tuo amore rivoluzionario. Non vedrai nessuna lacrima. Solo un pugno chiuso levato al cielo per dire che tu continuerai a vivere in noi. Siempre.

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#1   26 Maggio 2008 - 22:57
 
Peppino vive
utente anonimo

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