Era stupendo sentirti parlare alla voce di quel microfono ignaro di essere strumento di lotta ...sintiti, sintiti! Tano seduto, padrone di Mafiopoli, esperto di lupara e di traffico di eroina... La mafia è una montagna di merda! gridasti a tuo padre, mentre difficile era dire a tua madre quanto l'amavi, le parole di Pasolini ti furon d'aiuto... Sintiti, sintiti... una voce autonoma e fuori dal coro, Radio Aut, Autonoma e Out ossia fuori... Sintiti, sintiti... Musica e Cultura la mafia, il nemico della porta accanto... quello che viene a prendersi il caffè a casa tua, quello che era tuo padre Luigi, tuo zio Cesare, tuo cugino Anthony... Sintiti...sintiti... voi, mafiosi, siete una montagna di merda, quando c'era Tano Badalamenti, quando c'è Binnu Provenzano, e noi, gente libera e onesta, vi pestiamo e vi buttiamo là dove il letame deve andare perché non sono i piccioli a farci ricchi ma la libertà di odiarvi e calpestarvi... Peppino senti la nostra voce ora che non ci sei più, nessuno ti lascerà solo... le generazioni si uniscono, la tua e di Salvo... la mia e di Giovanni... la prossima nel tuo nome simbolo della lotta alla mafia, non solo a Cinisi ma ovunque... E tu, Giovanni, fratello che sapeva contare e camminare insieme, che voleva fare l'eroe... hai alzato quel pugno! noi ti chiediamo di tenerlo stretto... dietro di lui noi saremo perché noi continuiamo sulla strada che Peppino ha tracciato e che tua madre, Felicia, ha percorso...
Scritta da Ettore Lomaglio Silvestri il 13 dicembre 2005
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