BASTA AGGRESSIONI FASCISTE. BASTA ALIBI. FORZA NUOVA VA MESSA FUORILEGGE.
Esprimo la piena solidarietà e la più ferma condanna al grave atto di aggressione e intimidazione, avvenuto ieri sera a Roma a conclusione del concerto della Banda Bassoti, da parte di esponenti di Forza Nuova. L'aggressione avviene proprio il giorno in cui il Tribunale di Civitavecchia ha respinto la richiesta del Comune di Roma di costituirsi parte civile nel processo che vede imputati due giovani militanti di destra per l'omicidio di Renato Biagetti attivista del centro sociale Acrobax.
Da troppo tempo, ormai, si respira un clima di violenza, intimidazione ripetuta e diffusa contro la sinistra radicale, i militanti dei movimenti e dei centri sociali, del Prc e dei Gc. L'ignobile episodio di Roma arriva come ultimo gesto, in ordine di tempo, di una catena episodi simili: l'incendio al circolo del Prc di Pescara,le aggressioni a Melzo, Pesaro, Lucca, Bologna, Piacenza, Milano e in tante altre città, sono ferite aperte.
Le forze politiche dovrebbero discutere e interrogarsi seriamente su questi episodi, invece di rimuoverli come se fossero semplici atti di teppismo. Mi inqiueta, inoltre, che nel Parlamento italiano ci sia chi ritiene di dover avviare una crociata contro i centri sociali, come fanno ad esempio e ripetutamente esponenti del centro destra, che guarda caso sono pronti ad allearsi con i fascisti di Forza Nuova ad ogni competizione elettorale. I centri sociali, hanno dimostrato, con fatti concreti, in questi anni di essere presidi di socialità democratica in luoghi dove il tessuto sociale è devastato dalle politiche liberiste.
29 giugno 2007
Italo Di Sabato - Resp. naz.le Osservatorio sulla repressione PRC/SE
Ecco la cronaca:
Roma: violenze al concerto della Banda Bassotti
E' di tre feriti (due spettatori e un pubblico ufficiale), fortunatamente non gravi, il bilancio dell'aggressione avvenuta ieri sera a Roma ai danni del pubblico della Banda Bassotti: verso la fine dello spettacolo, attorno all'una e trenta, diverse persone (venti secondo alcuni, un centinaio secondo altri), con il volto coperto ed armate di coltelli e bastoni, avrebbero iniziato a tirare petardi tra la folla, per poi aggredire i presenti. Secondo quanto riferito dall'agenzia ANSA, sarebbe quasi certa la matrice politica dell'attacco. Diversi aggressori sono stati identificati dai Carabinieri: le indagini, al momento, sono in corso.
Giustizia e verita' per Genova!
LETTERA APERTA AI GIORNALISTI DI REPUBBLICA E UNITA’
In qualità di presidente del Comitato Verità e Giustizia per Genova, vi scrivo per chiedere scusa. Chiedo scusa a nome delle centinaia di manifestanti arrestati, feriti, umiliati e torturati nel mese di luglio del
Chiedo scusa anche al dottor Manganelli, che non era a Genova nel 2001, anzi stando a quanto riportato dai vostri quotidiani era in ferie. Ebbene, sappiate che il 21 luglio, prima, durante e dopo l’irruzione alla Diaz, fu comunque in costante contatto con i dirigenti imputati, come lui stesso ha riconosciuto quando e' stato chiamato in tribunale come testimone nel processo Diaz, il giorno 2 maggio del 2007. Per alcuni davvero non ci sono mai vacanze. Per fortuna, nonostante tutto il casino che abbiamo fatto, né De Gennaro, né il governo Berlusconi, né il governo Prodi si sono lasciati sviare dalle nostre testimonianze. Infatti gli imputati, più alti in grado, per i fatti della Diaz e di Bolzaneto sono stati tutti promossi. Questori, vice-questori, dirigenti: Gilberto Caldarozzi, Francesco Gratteri, Giovanni Luperi, Spartaco Mortola, Filippo Ferri, Vincenzo Canterini, Alessandro Perugini. A tutti loro, a De Gennaro, a Manganelli, ed a voi giornalisti di Repubblica e dell’Unità impegnati quotidianamente nel duro lavoro di informare correttamente gli italiani, ancora grazie! Grazie a loro ed a voi abbiamo definitivamente capito cosa significano in Italia le parole: libertà, verità e giustizia.
Enrica Bartesaghi
Appello. La verità su Genova
La deposizione in tribunale a Genova del dottor Michelangelo Fournier, imputato nel processo per i fatti della Diaz, ha messo a nudo la strategia dell'omertà e della menzogna seguita in questi anni dalla polizia di stato sui fatti di Genova. Il dottor Fournier ha detto di avere mentito e taciuto in questi sei anni per "spirito di appartanenza", dando un'accezione del tutto errata di questo concetto, un'accezione incompatibile con
I funzionari dello stato, tanto più se impegnati nelle forze dell'ordine, hanno il dovere etico e professionale di denunciare ogni abuso, ogni violazione della legge e dei diritti umani e civili. Solo così, in una democrazia, è possibile tutelare la credibilità e l'onore delle istituzioni.
In questi anni che ci separano dai fatti di Genova la polizia di stato ha tradito la sua missione: il lavoro dei magistrati è stato in più modi ostacolato; le plateali e gravissime violazioni del
Siamo ai limiti di un'autentica emergenza democratica. A questo punto è irrinunciabile una seria e forte presa di posizione da parte dello stato, per stabilire una volta per tutte che la credibilità delle forze dell'ordine è un bene pubblico primario, che non può essere sottomesso agli interessi di questo o quel funzionario.
Chiediamo perciò al parlamento di approvare al più presto l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova, come del resto prometteva il programma della coalizione di maggioranza, e al governo di rimuovere il capo della polizia, Gianni De Gennaro, oggettivo responsabile della condotta tenuta in questi sei anni dalla polizia di stato. Sono due provvedimenti necessari per inviare un messaggio di fiducia alla cittadinanza e agli stessi lavoratori di polizia.
Primi Firmatari:
Haidi Gaggio Giuliani, Giuliano Giuliani,Vittorio Agnoletto, Anna Pizzo, Raffaella Bolini, Alberto Zoratti, Fairwatch, Giovanni Russo Spena, Luigi Malabarba, Francesco Martone, Italo Di Sabato, Francesco Caruso, Don Vitaliano Della Sala, Don Andrea Gallo, Lorenzo Guadagnucci.
Firma l'appello: carta@carta.org