postato da PravdaRedazione alle ore 13:58
sabato, 29 luglio 2006

Erode 2006

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Caro Grillo, sono Nicola Migliorino, professore all' Università di Exeter, invio alcune foto spedite da Hanady Salman, un giornalista di As-Safir (quotidiano di Beirut), con questo messaggio: "Cari amici e colleghi, dovete scusarmi per le foto che vi invio. Sono immagini di bambini uccisi da Israele nel Libano del sud. Sono completamente bruciati. Ho bisogno del vostro aiuto. Sono abbastanza certo che queste foto non saranno pubblicate in Occidente, sebbene siano Associated Press pictures. Ho bisogno del vostro aiuto per pubblicarle se potete. A queste persone era stato chiesto di lasciare il loro villaggio, Ter Hafra, la mattina, entro due ore circa, altrimenti... Quelli che hanno potuto si sono recati alla base ONU più vicina che gli ha chiesto di andarsene. Io penso che dopo i massacri di Qana del 1996 quando i civili furono bombardati nel suo quartier generale, l'Onu non voglia essere responsabile per le loro vite. Pochi minuti fa, Israele ha chiesto agli abitanti del villaggio di Al Bustan di evacuare le loro case. Ho paura che i massacri continueranno sino a quando le azioni di Israele non saranno sotto controllo. Per favore, aiutateci se potete".

Hanady Salman

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postato da PravdaRedazione alle ore 12:09
giovedì, 27 luglio 2006

Caro Beppe,

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a pochi mesi dalle elezioni ho deciso di scriverti una lettera che spero tu possa pubblicare sul blog. Domani Unione e Cdl voteranno a favore di una legge, quella sull’indulto, che non era prevista nel programma dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione.

Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera.

Sono profondamente contrario al fatto che l’accordo per l’approvazione dell’indulto si basi su uno scambio politico con Forza Italia, in quanto prevede l’inclusione di reati per i quali vi sono processi e condanne di esponenti, anche di primo piano, della Casa delle Libertà. Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni.

Io ho scritto ai leader dei partiti dell’Unione per un vertice in cui discutere dell’indulto. Non ho avuto risposta. Nel Consiglio dei ministri dello scorso venerdì ho sottolineato la gravità di questa legge, contraria agli interessi dei cittadini, ma utile alle consorterie dei partiti.

Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L’Idv è il quarto partito della coalizione con 25 rappresentanti tra Camera e Senato. La sua uscita dalla coalizione può far cadere il Governo, ma io non mi sento di ritornare alle urne e, forse, di riconsegnare il Paese a Berlusconi.

L’Unione ha posto il veto sui nostri emendamenti per l’esclusione dei reati finanziari, societari e di corruzione dall’indulto. Lunedì e martedì prossimo l’Italia dei Valori farà tutto quello che è in suo potere per rallentare l’approvazione della legge sull’indulto attraverso una serie di emendamenti. L’Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici.

L’Italia dei Valori, da sola non può cambiare, questo Paese. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia”.

Antonio Di Pietro

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postato da PravdaRedazione alle ore 13:56
martedì, 18 luglio 2006

Giovani E Comunisti!

 

Cari compagni, ieri si è conclusa la III Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti. Per quanto riguarda i territori, la federazione che ha ottenuto il miglior risultato è quella di Bologna, con 82 voti, a seguire Napoli con 65 voti, Cagliari con 56 e Vicenza con 53. Siamo il primo documento a Trento,La Spezia, Ferrara, Rimini, Macerata, Pesaro-Urbino, Livorno, Pistoia, Avezzano, Campobasso, Foggia, Enna, Gallura e Medio Campidano. Tra i risultati positivi, sicuramente sono da segnalare  le importantissime vittorie di Avezzano, Foggia, Campobasso, il “pareggio” avuto a Varese, oltre la vittoria di Bologna avvenuta in condizioni particolari, come ben ricorderete. Per quanto riguarda invece i risultati regionali, la regione dove il nostro documento ha registrato più consensi è la Campania con ben 150 voti, segue l’Emilia Romagna con 129, la Sardegna con 125 e la Sicilia con 101. Siamo  il primo documento in Trentino, nelle Marche e in Molise. Ma uno dei risultati più significativi è quello che ci viene dalla Puglia : dal solo voto ottenuto nel 2002 siamo passati a ben 72,  grazie ai risultati di Barletta, Foggia, Bari, Lecce e allo straordinario lavoro dei compagni.

Questi i  dati definitivi:

 

doc1 : 3714 voti – 63%

doc2 : 985 voti – 17%

doc3 :  615 voti – 10%

doc4 : 418 voti – 7%

doc5 : 177 voti – 3%

Dalla scorsa conferenza sono passati ben 4 anni, difficile è fare un confronto. I documenti presentati sono diversi, come sensibilmente diverso è il numero degli iscritti ai GC.  Ma alcuni aspetti emergono senza dubbio. La nostra presenza allora era limitata solo ad alcune regioni e in queste solo in alcune federazioni, quindi un dato molto disomogeneo sul territorio. Adesso siamo presenti praticamente su tutto il territorio nazionale, da Udine a Lecce,  e rispetto alla scorsa conferenza, c’è stata anche una notevole crescita in termini di valori assoluti. Dai poco più di 600 voti del 2002 siamo passati a quasi 1000. Questo è il dato politicamente più importante, la crescita notevole di consensi per il nostro documento e l’aver trovato compagni che si sono avvicinati a noi grazie al lavoro di questi anni ma anche grazie alla riconosciuta nostra proposta politica. In una conferenza più che mai “blindata”, difficile e dura, il nostro documento è stato premiato.

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postato da PravdaRedazione alle ore 11:05
domenica, 16 luglio 2006

Via dalla guerra in Afghanistan, senza se e senza ma.

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"Se un governo cade perche' appoggia una guerra io faccio un bel brindisi''. Così e' intervenuto Gino Strada in un'intervista a Repubblica. 'Ricordo pero' a questa maggioranza - ha proseguito Strada - che se ha vinto deve dire grazie al movimento pacifista che l'ha appoggiata sperando di avere un interlocutore sincero''. ''Il movimento pacifista sperava che il nuovo governo fosse in grado di ragionare sulla guerra. Invece tra Prodi e Berlusconi non c'e' differenza sull'Afghanistan''. ''Qui in Afghanistan siamo in mezzo a una sporca guerra almeno da cinque anni. Siamo qui per aiutare il dittatorello di turno e il solito governo fantoccio. Stiamo assistendo al servilismo piu' bieco e bipartisan e gli Stati Uniti stanno aiutando un gruppo di tagliagole. Tutto cio' ci costa 50 milioni di euro al mese''. Sulla realta' afghana dopo la caduta del governo talebano il fondatore di Emergency ha sottolineato che ''le visite istituzionali non possono raccontare nulla di quella che e' la realta'. A Kabul e' cresciuta la delinquenza comune, la prostituzione, il consumo di droga, l'aids, l'inquinamento, i prezzi sono saliti alle stelle, le ambasciate sono bunker. Fuori Kabul  c'e' la guerra tra i trafficanti d'oppio pagati dagli Stati uniti e i terroristi di Al Qaeda. Siamo sicuri che cinque anni fa fosse peggio?''.

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categoria : no alla guerra