postato da PravdaRedazione alle ore 16:22
domenica, 29 gennaio 2006

Silvio, ti manca solo la televendita...

premiertv

Il leader dell’Unione Romano Prodi si concede una battuta negli studi di La7: <<Berlusconi? Mi aspetto che vada anche a fare delle telepromozioni. Forse lo vedremo anche a vendere tappeti>>. Difficile mettere limiti alle capacità di un venditore nato come sua maestà Il Presidente del Consiglio. Non solo Porta a Porta e Costanzo insomma. Prodi -in una delle sue rare apparizioni televisive- non lesina sarcasmo per condannare l’ingordigia mediatica dell’onnipresente premier e rilancia la sua strategia: apparizioni televisive solo quando serve. Inoltre critica duramente le ultime leggi approvate in parlamento: <<siamo passati dalle leggi ad personam alle leggi ad partitum>>. Una dopo l’altra: per la Lega il problema dell’offesa alla bandiera, per Alleanza Nazionale il ddl sulla droga e per entrambe la legittima difesa. Re Silvio, quando vede il professore bolognese in tv, viene preso da un attacco irrefrenabile di ira. Lui è fatto così. E poi è lesa maestà. Detto fatto, Berlusconi diffonde ubi et orbi un nuovo messaggio presidenziale: Prodi svende, Prodi non ha una coalizione, Prodi è un comunista…Poi giù una risata come ai tempi di “Drive in” vent’anni fa. E Forza Italia è sempre sopra il 21%. Si, di share.

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postato da PravdaRedazione alle ore 08:51
venerdì, 20 gennaio 2006

Quattrocchi eroe? No, contractor, anzi, "gladiatore".

Editoriale di Radio Città Aperta

 Fabrizio Quattrocchi, l'italiano ucciso il 14 aprile dello scorso anno a Baghdad, era un agente contractor impegnato a tempo pieno nella "lotta contro il terrorismo" insieme ad altre persone che sarebbero poi entrate nel Dssa, la "polizia parallela" su cui a maggio del 2005 la magistratura ha aperto un'inchiesta arrestandone il capo, Gaetano Saya, ma su cui è sceso un velo di silenzio dopo che il sig. Saya, interrogato dai magistrati ha invocato "il segreto NATO". Questo è quanto rivelava News Settimanale a maggio.
Quattrocchi alloggiava all'Hotel Rashid di Bagdad, una sorta di quartier generale americano, utilizzava armi convenzionali e si esercitava al tiro tutti i giorni. Lo dimostrerebbero le immagini che News ha pubblicato in esclusiva tratte da un filmato inedito di quasi un'ora. Nel filmato si raccontano gli ultimi giorni di vita di Fabrizio Quattrocchi. Si vede il contractor genovese che gira per Baghdad in macchina indicando obiettivi sensibili come il ministero degli Esteri, il palazzo di Saddam Hussein, la stazione.
È ripreso in volto anche l'autista irakeno: colui il quale, secondo gli investigatori italiani - sottolinea una nota del settimanale - potrebbe aver consegnato Quattrocchi, Agliana, Cupertino e Stefio ai sequestratori. Quattrocchi è poi ripreso in albergo, nella sua stanza, seduto sul letto vicino al suo fucile, un Fal 762. In altri frame si vede l'agente contractor mentre si esercita al tiro, con il Fal e con un fucile M16, contro un obiettivo posto a circa 100 metri, colpendolo sempre al centro. News pubblicava anche una serie di foto inedite di un'operazione antiterrorismo condotta a Baghdad da altri contractors il 16 giugno 2004. I contractors fotografati in azione, feriti, uccisi, sono tutti consulenti tecnici e operativi di un nuovo servizio di intelligence antiterrorismo, il Dssa (Dipartimento studi strategici antiterrosimo). Secondo l'ANSA "Si tratta di un'organizzazione organizzata in 6 divisioni - spiegava News - la cui sede legale è in Italia e quelle operative in diversi paesi del mondo. News rivela che ne fanno parte tecnici ed esperti italiani, americani, israeliani, spagnoli, francesi, tedeschi, inglesi, russi e pakistani. Il responsabile e il suo vice sono italiani: Gaetano Saya e Riccardo Sindoca. Ambedue, secondo News, provengono dalla struttura della Nato Stay Behind e non smentiscono i loro collegamenti diretti con la Cia ". Non ci vengano a dire che Quattrocchi era un eroe nè che merita una strada. Era uno degli "uomini neri" che hanno scritto le pagine più scure della storia recente del nostro paese.

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postato da PravdaRedazione alle ore 08:43
venerdì, 20 gennaio 2006

Dal sito ufficiale del Partito Marxista-Leninista Italiano:

 

“Dietro l'attacco a Stalin, in realtà si è sempre nascosto l'attacco a tutta l'ideologia del proletariato rivoluzionario, alla Rivoluzione d'Ottobre, alle guerre rivoluzionarie e di liberazione, insomma all'essenza stessa del comunismo.”

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Non so che dire, cosa pensare, come commentare.  Ci sono limiti in cui bisogna trattenersi, bisogna saper distinguere la realtà dalla menzogna, la verità dalle corbellerie. Leggendo quest’articolo sono rimasto perplesso e mi sono sentito ancora più incazzato.  Sono un comunista, fiero e orgoglioso. Rifondazione è il mio partito. Stalin era un assassino e i compagni del PMLI sono solo una massa di dementi.

 

 Ecco l’articolo:

Nasce "Sinistra europea'' e Rifondazione trotzkista si rifonda a destra.

 Il 10 gennaio 2004, a Berlino, nella stessa stanza dove nella notte di capodanno del 1918 Rosa Luxemburg assieme a Karl Liebknecht fondò il partito comunista tedesco, è nato il nuovo partito della "sinistra europea'', l'European Left. Alla riunione erano presenti gli esponenti di 19 partiti europei di cui undici hanno sottoscritto subito l'appello fondativo. Ci sono gli spagnoli di Izquierda Unida, i francesi del PCF, i tedeschi della PDS, i greci di Sinapsymos e gli austriaci del KPO, la sinistra lussemburghese, il partito comunista della Slovacchia, il partito socialdemocratico estone e due partiti cechi, il partito comunista della Boemia e della Moravia e infine, c'è Rifondazione di Bertinotti che è stato tra i principali artefici del nuovo partito. Altri partiti, come il PdCI di Cossutta, che era presente solo come osservatore', i portoghesi, i greci del KKE e gli svedesi del PDS, potranno aderire in un secondo momento. Ad aprile, data e luogo ancora da definire, ci sarà il congresso di fondazione. Per ora il nuovo partito sarà visibile solo nei simboli dei singoli partiti nazionali alle prossime elezioni europee. Si tratta di un'accozzaglia di trotzkisti, comunisti revisionisti di destra, no-global, pacifisti, ecologisti, femministe pronti a sposare quello che è stato definito il "modello Bertinotti'', ossia un partito che di comunista non ha più niente, neanche il nome. Un partito "pluralista'', rivolto anche ai "non comunisti'' e aperto ai movimenti, all'ambientalismo e al femminismo. Insomma un nuovo partito della sinistra borghese europea che si pone l'obiettivo di imbrigliare i fautori del socialismo, le nuove generazioni e il movimento no-global all'interno del capitalismo e dell'imperialismo europeo attraverso le sue istituzioni. Ancora permangono dei contrasti, perché, come ha spiegato Bertinotti "In Italia siamo andati ancora più avanti di quanto accade nel resto d'Europa”, ossia la svolta a destra di Rifondazione è più avanzata e gli strappi con la tradizione del movimento operaio nazionale e internazionale hanno ormai aperto una voragine. Bertinotti è comunque assai soddisfatto che nello statuto di EL alla fine sia stato inserito il richiamo "contro lo stalinismo''. "Non è la proiezione di un nostalgico `da dove veniamo' - ha commentato da Berlino il segretario di Rifondazione - ma l'inizio di un nuovo percorso''. Il nuovo partito della "sinistra europea'' è infatti "una rottura di continuità con il passato, che non può limitarsi a rinnegare stalinismo e leninismo, ma che introduce la non violenza come elemento di riforma del comunismo medesimo''. La stella polare di EL sarà insomma la non violenza e l'anticomunismo.
Un partito che non solo rompe con lo "stalinismo'', ma anche con Lenin e quindi con tutto il pensiero e l'opera di questo grande maestro del proletariato come l'analisi dell'imperialismo, la rivoluzione proletaria, la dittatura del proletariato, la concezione bolscevica del partito.
Dietro l'attacco a Stalin, in realtà si è sempre nascosto l'attacco a tutta l'ideologia del proletariato rivoluzionario, alla Rivoluzione d'Ottobre, alle guerre rivoluzionarie e di liberazione, insomma all'essenza stessa del comunismo.
Il richiamo a Marx non significa nulla, dal momento che tale linea e strategia negano i principi fondamentali espressi da Marx ed Engels nel "Manifesto del Partito comunista'' e nelle loro opere successive. Anche Saragat, che pure stava a destra di Nenni e di Craxi, compì nel 1947 la scissione a destra del PSI (dando vita al PSLI, poi PSDI) proprio in nome di Marx e dell'anticomunismo.

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postato da PravdaRedazione alle ore 13:57
sabato, 07 gennaio 2006

Il PMLI  non può occultare la storia:

anche lo stalinismo fu un regime disumano

Stalin

 Noi comunisti sappiamo che nello stalinismo c’è stata una trasformazione da una dittatura del proletariato, a una dittatura sul proletariato. Non possiamo dissimulare la storia, non dobbiamo nascondere la verità, come sta facendo in questi anni il PMLI. Noi di Rifondazione dobbiamo essere fieri del nostro partito, che è stato in grado di riconoscere e di condannare come punto buio del comunismo la feroce dittatura stalinista.

Il partito, alle parole, ha fatto naturalmente seguire i fatti:

dallo Statuto del Partito della Rifondazione Comunista, approvato dal VI congresso(3-6 marzo 2005):

[…] Il partito della Rifondazione Comunista rigetta così ogni concezione autoritaria e burocratica, stalinista o d’altra matrice, del socialismo e ogni concezione e ogni pratica di relazioni od organizzativa interna al partito di stampo gerarchico e plebiscitario. E’ consapevole dell’autonomia e della consapevole dell’autonomia e della politicità degli organismi e delle associazioni della sinistra alternativa e dei movimenti anticapitalistici: con i quali quindi collabora e si confronta alla pari ed ai quali partecipano i propri militanti in modalità democratica e non settaria. 

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