Migranti di via Lecco: un po’ di moralismo non fa male alla politica
di Piero Sansonetti, direttore di Liberazione.
Trascrivo integralmente le poche righe di una lettera pubblicata ieri dal giornale Libero. E’ intitolata: Occupazioni abusive e impotenza”. Tralascio la firma, che sicuramente è di un onesto cittadino, il quale probabilmente non si rende ben conto di quel che scrive, e non è giusto esporlo all’indignazione della gente assennata. Ecco la lettera. “Milano: somali, eritrei, etiopici prima occupano uno stabile, ora la strada. Cosa vogliono? Le villette? Perché non viene usato un idrante per farli sgomberare? Gli italiani in strada e loro nelle case a carico nostro? Avanti, tanto c’è Bertinotti che li difende”. Segue firma. A cosa si riferisce questo lettore di Libero? Alla vicenda dei profughi - alcune centinaia, diverse famiglie, molti bambini - che vivevano sistemati alla meno peggio in un palazzo di via Lecco, a Milano, e che sono stati sfrattati e buttati in mezzo alla strada, al gelo, il giorno dopo natale. giornali e le Tv ne hanno parlato poco di questa storia tremenda. I profughi erano tutti rifugiati politici regolari, la loro condizione era stata riconosciuta dalle autorità italiane - che in genere concedono il diritto di asilo con enorme parsimonia - ma questo non è servito loro a niente. L’idea è: ti do il diritto all’asilo non puoi pretendere che dia a te e ai tuoi bambini anche il diritto a sopravvivere.
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Come si può commentare la lettera Libero? D’istinto viene da chiedersi: ma come è possibile che una persona normale, probabilmente sana di mente, che ha quasi certamente una sua vita regolare, forse un buon lavoro, forse una famiglia, amici, relazioni sociali, magari persino qualche idea, come è possibile che di fronte ad alcune centinaia di persone disperate, senza casa, infreddolite, affamate, sfuggite per miracolo a guerre e carestie e finite a cercare di salvare la pelle in una città italiana, di fronte a tutto questo, ai bambini che tremano per strada, pensi (e scriva) senza il minimo senso di vergogna: “attaccateli con gli idranti, disperdeteli, metteteli in fuga”? A me sembra un esempio di ferocia e di odio per il genere umano, quasi esagerato in modo paradossale. Eppure chiaro che non è così. L’opinione di quel lettore - e l’ira, la furia, l’aggressività che esprime - non è affatto un fenomeno raro. Anzi, rappresenta bene l’idea che appartiene a un settore abbastanza ampio dell’opinione pubblica italiana. E infatti trova ospitalità e comprensione in un giornale a grande tiratura nazionale, come Libero, che tra tutti i quotidiani italiani, mi dicono, è quello che sta vivendo il maggior successo di vendite.
Faccio un salto e cambio giornale. Il Corriere della Sera, altro stile. Trovo una bella intervista al presidente dell’Inter Massimo Moratti, potente petroliere, il quale, sempre sulla vicenda drammatica di via Lecco, dice parole di segno del tutto opposto a quelle scritte dal lettore di Libero. Sostiene Moratti: «Tutta la città deve vergognarsi». Ha ragione. Però, vi confesserò, io a questo punto vengo colto da una vera e propria vampata di moralismo, forse un po’ bigotto, che mi viene dalle viscere e non riesco a trattenere. Dico: Moratti spende dai 100 ai 200 miliardi all’anno per comprare giocatori di calcio, paga ogni mese - se non sbaglio - tre o quattro allenatori che ha licenziato perché non gli piacevano troppo, e li paga, più o meno, 200 mila euro al mese, distribuisce analoghi stipendi a una trentina di suoi giocatori la maggior parte dei quali acquistata non per giocare ma per fare numero. Chiedo: sicuro che di fronte alla tragedia di via Lecco l’unica sua risorsa sia di rilasciare una bella intervista al Corriere? Ma cosa dovrebbe fare? Non so, per esempio mettere mano al portafoglio e con l’equivalente dello stipendio mensile di uno dei suoi allenatori in “cassa integrazione” risolverebbe il problema di via Lecco e non proverebbe più vergogna, né per se né per la sua città. Non è tenuto a farlo: potrebbe farlo. E comunque dovrebbe rendersi conto del fatto che un mondo che permette a una persona di disporre di diversi miliardi al mese e a un’altra persona di non avere né un tetto né una minestra, è un mondo molto ingiusto, e che le ingiustizie provocano vittime e beneficiari, e che di questa ingiustizia - diciamo così - lui non è una vittima.
Certo che il mio è moralismo un po’ populista, demagogico. Me ne rendo conto. Però mi viene il dubbio che a forza di dire che la politica non deve essere moralista, e che bisogna separare le persone e le loro idee, che l’azione politica non è carità, che non si devono giudicare i comportamenti individuali eccetera eccetera, si finisce per trasformare la politica in qualcosa che non ha più niente a che fare con le relazioni umane - cioè con la materia, immensa, della quale dovrebbe occuparsi - ma solo con il potere, con le strategie, coi profitti, con i soldi, le finanze, le banche e quelle cose lì. Non voglio parlare adesso del caso Consorte, dei Ds che hanno appoggiato la scalata alla Bnl confondendo una banca con una borgata, né del caso Fazio, Draghi, Montezomolo eccetera. Però ho l’impressione che se non accettiamo l’idea che almeno una piccola porzione di moralismo deve entrare in politica, alla fine resteremo del tutto privi di argomenti di fronte alla lettera del lettore di Libero. Cosa gli diciamo, quando lui chiede che sia sgomberato il suo marciapiedi, se non possiamo usare argomenti di morale e di etica? Come facciamo a convincerlo che un essere umano è un essere umano, e che se è etiope o eritreo o somalo, è uguale a sua sorella, sua moglie, suo figlio, sua madre e il suo capoufficio? Se accettiamo che la politica è solo tecnica e strategia (nel migliore dei casi), amministrazione ed economia, in che modo possiamo fissare dei principi e spiegare a settori vasti di opinione pubblica che i principi esistono in quanto tali, hanno a che fare con lo spirito, con la storia, con la filosofia, e non con il conto in banca, e che i principi non necessariamente coincidono con i nostri interessi individuali, o di ceto sociale, o di casta di nazione?
PS. Naturalmente la lettera a Libero è niente confronto a quello che successo ieri in Egitto. Dove la polizia ha ucciso ventina di profughi sudanesi. Perché? Perché erano profughi, erano senza permesso, erano illegali, dici illegali dici senza diritti, solo la legalità genera diritti e divide il mondo due categorie. Attenzione non pensare che l’Egitto lontano. Il comportamento tenuto da un governo sinistra europeo, come quello spagnolo, a Melilla, stato molto diverso comportamento del governo egiziano. E neanche logica nostra, dei Cpt, dei campi di concentramento per migranti, è lontanissima dalla logica Mubarak.
Cuba, l’economia è cresciuta dell’11,8%. "Cuba conclude il 2005 con una crescita economica dell’11,8%. Questo è stato un anno tra i più fruttiferi per
I deputati hanno valutato i risultati del 2005 e le previsioni per il 2006.
Farmaco o Droga?

Più che mai, oggi è attuale il dibattito sull’utilizzo a scopo terapeutico dei derivati della canapa indiana. Diverse ricerche hanno dimostrato che la cannabis può essere usata per curare i sintomi di molteplici gravi patologie e sono in atto sperimentazioni a livello oncologico sugli effetti benefici di queste sostanze, sfruttate già 6000 anni fa in altri settori. Molto lentamente, un tabù legato alle sostanze stupefacenti sta scomparendo: gran parte della popolazione riconosce un possibile ruolo significativo delle droghe in campo medico. In Europa sono già diffuse cure mediche a base di morfina e d eroina, soprattutto come antidolorifici, mentre medicine a base di cannabis sono reperibili solo in Canada e in Paesi come
SV
Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):
Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione.
Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952, n. 143.
1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
2. Sanzioni penali.
- Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell'articolo 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da
3. Scioglimento e confisca dei beni.
Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l'interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'associazione, del movimento o del gruppo (3). Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell'art.1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell'art.77 della Costituzione. (3) Comma così sostituito dall'art.9, L. 22 maggio 1975, n. 152.
4. Apologia del fascismo.
- Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire
5. Manifestazioni fasciste.
- Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da
Sul web ho trovato senza alcuna difficoltà tantissime foto simili a quelle che trovate qui sotto.
Non so se ridere o se piangere...e voi?




Siccome a Montenero viaggiamo ancora a 56k ne ho pubblicate solo tre.
Ci vorrebbe un account pro di Splinder per pubblicarle tutte.